Valutare la consapevolezza professionale

Nonostante un numero crescente di candidati laureati, le aziende faticano a individuare i migliori talenti per coprire le posizioni aperte.

I recruiters sono sovraccarichi di candidature poco in linea con i profili richiesti e di candidati che dimostrano scarsa consapevolezza del ruolo e conoscenza dei requisiti del profilo professionale richiesto.

Candidature non sostenute da una reale consapevolezza impattano indiscutibilmente sull’impegno organizzativo e sul livello di soddisfazione professionale.

SELEZIONARE I MIGLIORI NEOLAUREATI

Centrare le competenze “bersaglio”

Il gap tra soft skills ricercate e ritrovate nei candidati riguarda principalmente:

l’autonomia e la capacità decisionale, il grado di flessibilità e l’adattabilità, il conseguimento di obiettivi, la motivazione al lavoro, il problem solving, la resistenza allo stress, lo spirito d’iniziativa/intraprendenza.

Diventa di fondamentale importanza poter disporre di strumenti allineati a modelli di facile lettura.

Identificare le leve motivazionali compatibili con i programmi di sviluppo

La valorizzazione della motivazione lavorativa riveste un ruolo cruciale sia per l’individuo, sia per l’organizzazione.

Candidati con elevate competenze o valutati come alti potenziali in assessment, non vengono successivamente validati come tali dai capi.

Pur possedendo in misura considerevole le competenze oggetto di valutazione, essi non si spendono infatti in modo del tutto positivo sul piano realizzativo o gestionale.

Diventa fondamentale verificare le “attese” della persona, le aree in cui è disposta ad investire e a direzionare i propri sforzi e l’impegno, i propri fattori di soddisfazione/insoddisfazione, per definire un ragionevole “patto individuo/organizzazione”.