In vent'anni di lavoro con le aziende, il problema tornava sempre.
Il mercato parla di soft skill, e per ogni parola nuova arriva uno strumento che promette di misurarla.
Somministrare un test e ottenere un punteggio è la parte semplice. Il lavoro difficile è capire che cosa quel punteggio permette di concludere — e dove ci si deve fermare.
- strumenti scelti per abitudine, marketing o notorietà del vendor;
- test usati come alibi decisionale, invece che come supporto al giudizio umano;
- report troppo tecnici per il manager e troppo generici per l'HR;
- risultati che descrivono la persona, ma non dicono cosa fare.
Non strumenti più sofisticati. Strumenti più trasparenti.
Il principio da cui nasce ogni nostro strumentoChi c'è dietro.
Kolbrain è nata nel 2016 dalle competenze dei due founder.
Maria Santa Ferretti
Psicologa del lavoro, PhD, adjunct professor all'Università di Pavia. Vent'anni di consulenza e assessment per aziende medio-grandi, pubbliche e private. Ha guidato la costruzione teorica, psicometrica e interpretativa degli strumenti Kolbrain.
Andrea Lodi
Controllo di gestione, business intelligence e processi digitali. Guida la trasformazione del lavoro di ricerca in una piattaforma e in processi utilizzabili dalle organizzazioni.
Attorno ai fondatori lavora il team tecnico che costruisce e mantiene Clario: sviluppo della piattaforma, architettura dei dati, sicurezza e continuità del servizio. È la parte meno visibile del progetto, e quella da cui dipende se un lavoro di ricerca resta un documento o diventa qualcosa che un'organizzazione può usare davvero — perché uno strumento validato serve a poco se i dati non arrivano integri a chi deve leggerli, o se le regole di accesso non reggono. La ricerca stabilisce che cosa misurare e come si legge; l'infrastruttura decide se quel lavoro arriva intatto fino alla decisione.
Prima la ricerca, poi il prodotto.
Kolbrain nasce come progetto di ricerca applicata. Prima della piattaforma abbiamo lavorato sui costrutti, sugli item, sui dati, sui modelli di misura e sulle regole interpretative.
Abbiamo scelto di presentare il progetto quando metodo, strumenti e report avessero raggiunto la maturità necessaria. Clario è l'ultima parte di un percorso iniziato nel 2016, non il suo punto di partenza.
Nasce Kolbrain. Inizia la costruzione degli strumenti.
Migliaia di somministrazioni e avvio degli studi di validazione.
Proseguono le analisi, i modelli interpretativi e la progettazione dei report.
Revisione dei report e sviluppo di Clario, la piattaforma Kolbrain.
Pochi strumenti, fatti bene.
Il mercato tende a moltiplicare etichette e strumenti. Noi preferiamo distinguere con precisione i costrutti, evitare sovrapposizioni e costruire un numero limitato di misure con un perimetro chiaro.
In dieci anni abbiamo sviluppato otto strumenti e due batterie, con venti studi di validazione: propensioni comportamentali, giudizio situazionale per la valutazione delle skill, learning agility, gestione della carriera, test cognitivi — alcuni usati anche in selezioni aziendali e concorsi pubblici.
Uno strumento, da solo, produce numeri. La guida è l'interpretazione: che cosa significa un profilo e che cosa non se ne può concludere. Si costruisce integrando letteratura, dati, casi reali e revisioni nel tempo. È il lavoro che oggi stiamo mettendo nei report e in Clario, la piattaforma che li produce: il WMP è il primo strumento che ci entra.
Strumenti che un HR legge e capisce in poco tempo, senza dover chiamare ogni volta qualcuno che glieli traduca.
La missione, in una riga