Il WMP misura che cosa conta di più per una persona al lavoro — 24 motivazioni, messe in ordine di priorità. Lo strumento è completo e validato: sarà il primo Kolbrain disponibile, e la prima applicazione è la selezione.
Il dato che manca
Molti strumenti misurano cosa una persona sa fare e come performa. Pochissimi misurano cosa la attiva davvero — e cosa la spegne.
Le survey di engagement fotografano uno stato aggregato. I test di personalità descrivono tendenze comportamentali. Le valutazioni di competenza dicono cosa una persona sa fare. Tutto questo è utile, ma non risponde alla domanda da cui dipende la tenuta reale della persona nel tempo: quali condizioni attivano e sostengono il suo impegno?
Il problema non è sapere se una persona è motivata. È capire da cosa.
Il WMP misura esattamente questo: quali condizioni contano di più per quella persona, in quel ruolo, in quel contesto. I report che stiamo scrivendo tradurranno il profilo in indicazioni per chi decide — non in punteggi da interpretare.
Confini chiari
Il WMP non è un verdetto sulla persona. Tre confini, dichiarati prima di tutto il resto: che cosa misura, che cosa mette a confronto, che cosa non autorizza a concludere.
24 motivazioni al lavoro, messe in ordine di importanza dalla persona stessa. Il risultato è una gerarchia individuale: che cosa conta di più, che cosa conta di meno.
Anche l'altra metà si misura: in Clario l'HR indica, con un breve questionario, le richieste del ruolo e le caratteristiche del contesto. Dal confronto con le priorità della persona emergono leve, possibili tensioni e domande da approfondire prima dell'inserimento.
Non è un test di personalità: descrive da che cosa una persona è motivata, non come tende a comportarsi.
Perché le priorità
Nei questionari tradizionali si può essere d'accordo con tutto. Nel WMP no: si mettono in ordine di preferenza gruppi di frasi equivalenti.
In ogni blocco la persona ordina affermazioni tutte plausibili, dalla più alla meno rappresentativa. Scegliere obbliga a rinunciare: è lì che emerge la struttura reale delle motivazioni — che cosa conta di più e che cosa conta di meno, non che cosa suona bene dire.
Per questo il formato a scelta forzata limita le risposte di facciata: non si può dire sì a tutto, e non esiste una risposta "giusta" — esiste solo il proprio ordine di priorità.
Posso dichiararmi d'accordo con molte affermazioni contemporaneamente.
Devo scegliere cosa conta di più e cosa conta di meno per me.
Le motivazioni sono quelle reali; le frasi sono puramente illustrative e non sono item del WMP.
In sintesi
Validazione
La validazione non è una promessa: è un lavoro fatto. Qui sotto, che cosa i dati ci permettono di dire — e che cosa non diciamo.
Approfondisci modelli, processo ed evidenze nella pagina Metodo →
La prima applicazione
La prima applicazione del WMP sarà la selezione: capire, prima dell'ingresso, se ciò che il ruolo offre corrisponde a ciò che per la persona conta davvero.
Dallo stesso profilo nasceranno letture per altri contesti — inserimento, crescita, retention: arriveranno dopo la selezione.
Il WMP vivrà dentro Clario, la piattaforma in preparazione
I primi output
Lo strumento è pronto e i primi due report sono definiti. È in corso l'implementazione su Clario, la piattaforma da cui saranno generati.
Implementazione su Clario in corso